06 aprile 2018

La crescita economica mondiale e i rischi legati ai populismi

Nella prestigiosa cornice di Villa d’Este, Andrés Velasco ha offerto ai nostri iscritti un insight privilegiato sullo scenario politico e sociale dell’America Latina, con un occhio agli sviluppi paralleli nel resto del mondo, dei medesimi fenomeni.

 

L’America Latina sta attraversando una netta ripresa, in particolare a partire dal 2017

 

Argentina e Brasile sono passati da un momento particolarmente difficile nel 2016 al netto miglioramento dello scorso anno.

 

Qual è il principale rischio per il consolidamento?

Il rischio è la politica della Casa Bianca e dell’amministrazione Trump. In particolare si paventano due possibili scenari con un impatto negativo sull’America Latina:

- Potenziale panico azionario che viene dagli USA: abbiamo già visto un assaggio dell’effetto dei cambiamenti e delle nuove direzioni politiche che hanno immesso nervosismo e incertezze sul mercato azionario.

- Un processo più graduale, legato al mix di politiche fiscali e monetarie USA (con inflazione in aumento e una piena occupazione) che porta ad un rialzo dei tassi di interesse, un dollaro più forte che ne farebbe pagare le conseguenze in America Latina, che si indebolisce di riflesso.

Oltre il ciclo a breve termine: esportazioni e politica i punti deboli

La capacità di crescita dell’America Latina a lungo termine sembra poco sostenibile (è già inferiore rispetto al passato). Impattano negativamente anche la scarsa capacità di aumentare occupazione e salari.

Perché questa crescita scarsa?

La risposta “standard”

  • Assenza di riforme difficili da attuare per motivi politici (ma laddove sono passate come in Messico, la crescita attesa non c’è stata)

La risposta meno “mainstream”

  • Mancanza di diversificazione delle esportazioni

  • Problematiche tra settore pubblico e privato, scontri tra destra e sinistra

Ma è anche difficile ottenere risultati in assenza di una value chain importante (come in Nord America e in Asia).

Un altro driver al ribasso è la scarsa propensione alle riforme, c’è attualmente un focus sulle macro stabilizzazioni.

Non ci sono capi politici con una vision più a lungo termine: l’intera classe politica si trova “con le spalle al muro” e ha perso la propria credibilità, un problema globale.

Un esempio: il Cile dagli anni ’90 ha triplicato il proprio PIL ma il 63% dei suoi cittadini non ha fiducia nei propri uomini politici.

 

Perché questa disaffezione?

  • I politici sono visti come i principali agenti del problema, non fanno l’interesse dell’elettorato

  • Scandali finanziari su cui i politici non sono apparsi abbastanza incisivi, quando non collusi direttamente con la criminalità

  • Politici troppo “longevi” che venivano percepiti come ormai fuori tempo massimo rispetto al proprio mandato.

La stessa sfiducia investe, in misura crescente, tutte le istituzioni (Chiesa, Forze Armate, Polizia ecc.)

Un fattore decisivo che complica il quadro: il Crimine

Il problema percepito dalla popolazione come più urgente non riguarda tanto temi come sanità o istruzione, quanto la sicurezza.

 

La “mano dura” è una tendenza sempre più richiesta, sia in Europa che in tutto il resto del mondo.

 

Un motivo di ottimismo: Make LATAM Great Again?!

 

I populismi hanno come leitmotiv della propaganda la nostalgia per un’”età dell’oro”, il passato viene paragonato costantemente ad un presente meno felice.

In America Latina questo rischio è ridotto al minimo: se in USA è vero che la classe media 25 anni fa aveva un tenore di vita più elevato, lo stesso non vale per l’America Latina, dove la classe media attuale ha uno stile di vita molto migliore dei propri genitori.

Uno sguardo al futuro

Quest’anno è cruciale con le elezioni presidenziali in 3 Paesi come Colombia, Brasile e Messico. In tutti e 3 i candidati populisti sono ampiamente favoriti e in generale vediamo una situazione molto polarizzata tra le due fazioni principali.

Anche in altri Paesi come Argentina, Peru e Cile c’è la ripresa economica al centro, viste le performance economiche molto negative del passato, soprattutto in Argentina.